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Dollaro, presunto indebolimento sulla vendita di riserve

Alla serie di analisi che vedono un dollaro in difficoltà nel corso delle prossime settimane, si è aggiunta recentemente anche l’osservazione compiuta dalla Bank of America.

 

L’istituto americano crede infatti che il dollaro subirà presto una fase di indebolimento a causa della vendita di importanti masse valutarie espresse in valuta statunitense da parte di alcune Banche Centrali europee, e non solo.

 

Bank of America crede cioè che si stia per attivare un comportamento inverso a quanto avvenne oramai tre mesi fa, quando diverse istituzioni monetarie decisero di acquistare asset in dollari per indebolire le valute di riferimento e rilanciare così le esportazioni in calo.

 

A quanto pare, però, le Banche Centrali starebbero per dare il via a una tendenza nettamente opposta, con la vendita sul mercato di grandi quantità di dollari, che potrebbero portare la valuta verde a un indebolimento improvviso a causa di un rilevante eccesso di offerta della moneta in oggetto…

L’economia tedesca trascina al ribasso l’euro

C’era grande attesa sulla pubblicazione dei dati macroeconomici tedeschi, e l’attesa è stata purtroppo confermata da una serie di notizie non propriamente positive. Secondo quanto riporta un’analisi dello stesso governo europeo, infatti, il Prodotto Interno Lordo della principale economia del vecchio Continente sarebbe calato del 3,8% durante i primi tre mesi dell’anno rispetto all’ultimo trimestre del 2008, quando l’economia tedesca subì una riduzione superiore a due punti percentuali.

 

Il peso negativo dei dati tedeschi ha quindi trascinato al ribasso l’andamento della produttività dell’intera euro regione, che non tratto benefici significativi dalla decisione – del 7 maggio – di una riduzione dei tassi di interesse di riferimento ad opera della Banca Centrale Europea verso la soglia minima record dell’1%.

 

L’euro si è così indebolito contro il dollaro statunitense e contro lo yen giapponese, valuta sulla quale alcune compagnie di analisi e di osservazione sembrano essere più propense verso un atteggiamento maggiormente ottimista.