Settimana di tagli nei tassi di interesse

La scorsa settimana è stato un periodo piuttosto intenso per le Banche Centrali di mezzo mondo, con dei tagli parzialmente attesi e altri che non hanno trovato conferma nelle aspettative dei principali osservatori internazionali: in ogni caso, le mosse delle istituzioni monetarie hanno influenzato fortemente l’andamento delle rispettive singole valute di competenza.

 

Tra i tagli preventivati vi era la riduzione operata dalla Banca Centrale indiana, che il 21 aprile ha deciso di contrarre dello 0,25% i tassi di riferimento per le operazioni di breve termine, mostrando una nuova flessione del costo del denaro nella speranza che ciò possa contribuire a rilanciare l’economia locale.

 

Ma i tagli hanno riguardato anche il vecchio Continente: tra le Banche Centrali più attive, sicuramente la Riksbank, che ha ridotto di mezzo punto il livello dei tassi in Svezia, cercando di recuperare lo stato di salute del Paese scandinavo.

 

Ma, alle porte, si attende soprattutto di conoscere le nuove misure da parte della Banca Centrale Europea…

Rupia indiana, taglio dei tassi favorisce previsioni Barclays

La Banca Centrale indiana ha tagliato nuovamente – e con sorpresa di alcuni – i tassi di interesse di riferimento di altri 25 bp, conducendo il livello a quota 3,25%.

Una mossa, quella condotta dalla Reserve Bank, che rischia di accelerare quanto previsto negli scorsi giorni dall’istituto Barclays.

Secondo Barclays, infatti, la rupia indiana potrebbe apprezzarsi con costanza nei confronti del dollaro statunitense durante il corso dei prossimi mesi, scendendo a 47 unità per dollaro entro la fine dell’estate, e con un apprezzamento rispetto ai valori odierni superiore al 5%.

Una previsione importante, quella dell’istituto, che si basa anche su una serie di considerazioni fondamentali che vanno dall’andamento del Prodotto Interno Lordo locale al trend che assumerà la bilancia commerciale.

Ma è una previsione, quella propria di Barclays, che parte con il piede sbagliato: la società aveva infatti scommesso su una seduta (quella del 21 aprile scorso) dei vertici della Banca Centrale indiana nella quale nulla sarebbe cambiato in materia di tassi di interesse…

Canada, possibile indebolimento per il loonie

Il dollaro canadese è stata una delle valute occidentali più dinamiche nell’ultimo mese, con prestazioni che l’hanno riportata su ottimi livelli nei confronti del vicino dollaro statunitense.

Ma – a detta delle ultime, recentissime analisi – il ‘loonie’ non avrà vita agevole nel corso delle prossime settimane, a causa di un’economia nazionale che potrebbe subire qualche flessione sull’impatto a medio termine della crisi finanziaria globale.

A suggerire la comparsa di un possibile periodo di indebolimento per la valuta nordamericana sembrano essere alcuni dati macroeconomici. Su tutti occorre ricordare il livello delle esportazioni, che sarà presumibilmente rivisto al ribasso a causa di una nuova riduzione nella domanda del partner statunitense, e il livello occupazionale, con il tasso di disoccupazione che ha già toccato quota 8% ed è previsto in nuovo rialzo durante il mese di aprile.

Questi e altri indicatori fondamentali sembrano pertanto consigliare una disaffezione nei confronti delle scommesse al rialzo sulle quotazioni del loonie.

India, conviene non fidarsi della rupia

La rupia indiana ha ripreso la sua risalita nei confronti del dollaro statunitense, dando luogo ad un trend positivo che, nel giro di alcuni giorni, l’ha ricondotta ai massimi livelli contro la valuta verde da oltre un mese a questa parte (sotto le 50 per USD).

Eppure gli analisti non credono che questo periodo di apprezzamento della moneta del subcontinente possa consolidarsi, temendo – altresì – che la rupia sia invece vicina ad un nuovo periodo di debolezza che potrebbe condurla entro fine anno a una quota superiore ai 53-54 per dollaro.

L’osservazione si baserebbe soprattutto sulla previsione delle condizioni fondamentali dell’economia del Paese, che dovrebbe assistere a una ulteriore riduzione della produzione industriale; di contro, questo indebolimento della rupia potrebbe andare a favore degli esportatori indiani, che potrebbero avvantaggiarsi di una moneta debole attraendo maggiore domanda dall’estero.

In attesa di nuove mosse da parte della Banca Centrale nazionale, dalle parte di Mumbai è quindi consigliabile muoversi con estrema cautela…

Forex: Asia, scommettere ancora sugli emergenti

Chi ha scommesso sull’apprezzamento delle principali valute asiatiche più o meno un mese fa, ora può finalmente sorridere. Alcune tra le più note monete emergenti del Continente a noi orientale hanno infatti messo a segno – nella scorsa settimana – dei prolungamenti piuttosto importanti nella loro corsa al rialzo, chiudendo provvisoriamente una parentesi felice che dura, a seconda delle monete oggetto di analisi, da quattro o cinque settimane.

 

Ebbene, secondo la maggior parte degli analisti, su alcune di queste (la rupia indonesiana, ad esempio) varrebbe la pena scommettere ancora. Sostengono le principali osservazioni che, grazie alle decisioni frutto del recente G20, sarebbero proprio i Paesi emergenti a divenire i beneficiari più rilevanti delle iniziative monetarie e finanziarie stabilite a livello internazionale. Una situazione, insomma, che in uno scenario pur critico dovrebbe risultare positiva proprio ai Paesi in via di sviluppo nel continente asiatico.

 

Ma su chi puntare, nella grande Asia? Dobbiamo pensarci un po’ su, ma sicuramente sappiamo da chi occorre stare alla larga: dallo yen giapponese – che infatti valuta emergente non è – ancora una volta dato in fase calante, complice un calendario macroeconomico ricco di probabili delusioni.

 

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Investire nel forex

Investire nel forex: argomento molto di moda in questi ultimi tempi. Ma e’ cosi’ facile guadagnare col forex? E’ cosi’ immediato come ci vogliono far credere fare soldi col forex?
Putroppo no: il forex è un mercato molto volatile e rischioso: chiunque vi si avventuri senza le giuste conoscenze rischia quasi sicuramente di perdere tutto il proprio capitale iniziale ( il cosiddetto margine ). Allora il mercato delel valute non è un mercato che puo’ dare grandi soddisfazioni? Certo che si: con la giusta operatività si possono conseguire risultati percentuali giornalieri anche a due cifre! E come? Grazie alle giuste informazioni, analisi e piattaforme di trading. I risultati possono essere cosi’ grandi poichè si puo’ operare in leva, quindi con il nostro capitale iniziale moltiplicato per molte volte. Il nostro consiglio e’ ovviamente quello di fare prima lunghi test in modalità demo e poi, dopo aver preso molta dimestichezza, di avventurarsi eventualmente in modalità denaro reale: si evitano cosi’ brutte esperienze.

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Forex: informazioni utili

Forex che sta per foreign exchange market, cioè scambio di valuta estera, è comunemente identificato come il più grande mercato finanziario del mondo, grazie al valore delle transazioni che tramite esso vengono compiute. Ogni giorno su tale mercato vengono eseguite transazioni per il valore di circa 2 mila miliardi di dollari includendo gli scambi che si verificano tra grandi istituzioni bancarie, speculatori, multinazionali, governi e non ultime istituzioni.

I piccoli speculatori sono alcuni dei protagonisti che agiscono in questo mercato: il loro gradi di partecipazione è solo indiretto attraverso il ruolo del broker. In realtà è anche possibile investire nel Forex anche in modo diretta, grazie ai vari software di trading on line presenti in internet. E’ necessario però avere ben chiaro che il rischio di perdere c’è ed è reale, anche se rimane nei confini del proprio investimento iniziale, mentre il profitto che se ne può ricavare è ipoteticamente illimitato.

Notizie forex 31 marzo

Ieri terza giornata consecutiva di rialzi per USD: da capire adesso se siamo di fronte ad un trend rialzista o meno. EUR/USD ancora in calo con raggiungimento della SMS100. Per quel che riguarda il cross GBP/USD possiamo notare come questo si sia riportato in prossimità dei valori precedenti alla decisione della FED.

Da seguire nella giornata odierna il dato sulla fiducia dei consumatori. Ieri in Europa ci sono stati notevoli cali dovuti alla diffusione sui dati della fiducia delle imprese e dei consumatori

Gbp ieri in calo sulla diffusione di una notizia relativa al piano di salvataggio di una notevole società del ramo edilizio.

Yen in netto calo a seguito di dati estremamente negativi.

 

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Leva forex, operare in leva

Facendo trading nel forex e’ possibile utilizzare la famosa leva forex. Cos’è la leva? Semplice, è un meccanismo che ci consente di moltiplicare il nostro capitale iniziale ( o margine ). Operare in leva 1:400 significa moltiplicare per 400 la somma che abbiamo versato sul nostro conto di trading. Ad esempio 1.000$ diventeranno, in leva 1:400, ben 400.000. E’ evidente cosa significhi operare in leva: moltiplicare il nostro margine ( somma disponibile per aprire posizioni long o short ) svariate volte. Ovviamente un conto è disprre di un capitale di trading di 1.000€ oppure di 400.000. Andando ad ottenere un risultato, a seguito di operazioni di compravendita di valute, dell’1% significa andare a maturare un profitto pari al 400% del nostro capitale iniziale. Cio’ perchè l’1% di 400.000 e’ pari a 4.000 che sono esattamente quattro volte i 1.000$ od € iniziali. Dunque potremmo dedurre che la leva sia un meccanismo molto vantaggioso, poichè ci consente guadagni di trading notevolissimi. Tuttavia, in caso di perdite, anche queste vengono amplificate in egual misura…. Ma quanto è possibile perdere? In genere non piu’ del capitale iniziale ( o margine ).  Cio’ perchè quando le perdite siano uguali al margine disponibile tutte le posizioni aperte vengono chiuse automaticamente. Considerando che le contrattazioni nel forex sono in continua ( senza interruzioni ) in tempo reale, all’azzeramento del margine, tutte quelle che sono le posizioni long o short aperte vengono chiuse. Esiste pero’ un caso particolare che potrebeb dare esiti disastrosi: si puo’ verificare allorchè al venerdi’ sera ( alal chiusura settimanale dei mercati ) non chiudiamo tutte le posizioni detenute e ne lasciamo una o piu’ di una aperte. Se alla domenica sera, al momento della riapertura, le quotazioni apriranno in forte gap, si potrebeb avere si un forte guadagno, ma anche una ingentissima perdita. A seconda delle condizioni applicatecidal nostro forex broker potranno verificarsi due casistiche:
1) si perde il margine totale detenuto ( anche se la perdita sia nettamente superiore ad esso ) e niente piu’
2) si perde molto piu’ di quello che è il margine detenuto e il nostro broker potra’ richiderci la differenza e rifarsi eventualmente sul nostro patrimonio personale.
Onde evitare brutte sorprese e’ sempre consigliabile chiudere tutte le posizioni al venerdi’ sera ed andare anche a verificare come si comporti ( come da contratto di trading ) il nostro broker in questo caso.

 

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Forex blog disclaimer

Attenzione: questo blog sull’argomento forex non vule assolutamente incitare nessuno a fare alcunche’, tantomeno ad operare nel mercato forex. Non e’ pertanto assolutamente da ritenersi incitazione al pubblico risparmio. E’ redatto escluivamente per fine meramente didattico ed informativo. Si ricorda che il forex è un mercato molto voltaile e rischioso e puo’ dar origine a perdite molto consistenti, anche alla totalità di quello detenuto su di un conto di trading. Prima di operare e’ necesasrio esser certi di averne capito i rischi connessi ed aver fatto un lungo periodo di test in modalita’ demo, ove eventuali perdite sono e rimangono esclusivamente virtuali.

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