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Dollaro canadese ai massimi da sette mesi

Con un apprezzamento che è durato consecutivamente circa una settimana, il dollaro canadese ha potuto toccare la sua massima quotazione nei confronti del dollaro statunitense. A giocare un ruolo determinante nel rafforzamento della valuta del Paese più settentrionale d’America (come detto, ai massimi da ottobre) sono però state non solo le notizie meno negative del previsto sul fronte interno, quale quelle più pessimiste sul fronte statunitense.

 

Secondo gli osservatori, inoltre, il rafforzamento del dollaro canadese contro la valuta verde potrebbe perdurare anche nelle prossime settimane, contribuendo a riportare il “loonie” (questo il “nomignolo” della valuta nordamericana) ai massimi da oltre un anno contro la rivale statunitense.

 

Come detto, però, il merito di questo trend va soprattutto attribuito al dollaro, in netta crisi nei confronti di – quasi – tutte le sedici valute più negoziate del mondo. Un trend che la valuta verde potrebbe consolidare anche per il restante periodo di maggio, e per almeno parte del mese di giugno.

L’economia tedesca trascina al ribasso l’euro

C’era grande attesa sulla pubblicazione dei dati macroeconomici tedeschi, e l’attesa è stata purtroppo confermata da una serie di notizie non propriamente positive. Secondo quanto riporta un’analisi dello stesso governo europeo, infatti, il Prodotto Interno Lordo della principale economia del vecchio Continente sarebbe calato del 3,8% durante i primi tre mesi dell’anno rispetto all’ultimo trimestre del 2008, quando l’economia tedesca subì una riduzione superiore a due punti percentuali.

 

Il peso negativo dei dati tedeschi ha quindi trascinato al ribasso l’andamento della produttività dell’intera euro regione, che non tratto benefici significativi dalla decisione – del 7 maggio – di una riduzione dei tassi di interesse di riferimento ad opera della Banca Centrale Europea verso la soglia minima record dell’1%.

 

L’euro si è così indebolito contro il dollaro statunitense e contro lo yen giapponese, valuta sulla quale alcune compagnie di analisi e di osservazione sembrano essere più propense verso un atteggiamento maggiormente ottimista.

Dollaro neozelandese, pericoli dalla disoccupazione

Il dollaro neozelandese, stando alle ultime analisi, potrebbe subire un prossimo deprezzamento a causa del previsto incremento del tasso di disoccupazione, che andrebbe a controbilanciare gli effetti prodotti dai tagli sul livello dei tassi di interesse di riferimento stabiliti dalla Banca Centrale.

 

La massima istituzione monetaria dell’area ha infatti recentemente ridotto il benchmark di 50 basis points, conducendo il riferimento utilizzato a una soglia minima storica, pari al 2,50%. Inoltre, stando a quanto si è potuto intuire dalle parole del Governatore della locale Banca Centrale, Allan Bollard, è probabile che tale livello possa permanere invariato per tutto il 2009, mentre non è affatto escluso che possa addirittura rimanere stabile anche per buona parte del 2010, o possa subire delle nuove riduzioni di lieve entità.

 

A preoccupare è però la situazione del mercato occupazionale, con un declino dei posti di lavoro che potrebbe portare il tasso di disoccupazione oltre il 5,5% entro breve tempo, per il livello più elevato negli ultimi sette anni.