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Dollaro, presunto indebolimento sulla vendita di riserve

Alla serie di analisi che vedono un dollaro in difficoltà nel corso delle prossime settimane, si è aggiunta recentemente anche l’osservazione compiuta dalla Bank of America.

 

L’istituto americano crede infatti che il dollaro subirà presto una fase di indebolimento a causa della vendita di importanti masse valutarie espresse in valuta statunitense da parte di alcune Banche Centrali europee, e non solo.

 

Bank of America crede cioè che si stia per attivare un comportamento inverso a quanto avvenne oramai tre mesi fa, quando diverse istituzioni monetarie decisero di acquistare asset in dollari per indebolire le valute di riferimento e rilanciare così le esportazioni in calo.

 

A quanto pare, però, le Banche Centrali starebbero per dare il via a una tendenza nettamente opposta, con la vendita sul mercato di grandi quantità di dollari, che potrebbero portare la valuta verde a un indebolimento improvviso a causa di un rilevante eccesso di offerta della moneta in oggetto…

Dollaro canadese in ripresa

La Banca Centrale canadese ha lasciato invariati i tassi di interesse per l’area, e il dollaro locale ha guadagnato di questa situazione rafforzandosi nei confronti della principale valuta di riferimento, la controparte statunitense.

 

La decisione della Banca Centrale è stata pertanto quella di confermare l’attuale livello dei benchmark (attualmente a un minimo storico), sostenendo questa scelta sulla considerazione che una turbolenza sul fronte valutario potrebbe generare dei pericolosi scossoni anche sul fronte finanziario e su quello economico.

 

Quindi, l’istituzione monetaria canadese ha preferito una linea di attesa, confermando i tassi allo 0,25% dopo averli tagliati dallo 0,50% nella seduta del 21 aprile, linea che, peraltro, era stata già anticipata dalle principali osservazioni degli analisti valutari.

 

Il Governatore della locale Banca Centrale, Mark Carney, ha inoltre aggiunto che tale livello rimarrà confermato almeno fino alla fine del mese di giugno del 2010, confermando le impressioni maturate nel corso delle ultime settimane.

Dollaro in caduta libera nei confronti dell’euro

Nonostante i dati sull’economia americana dimostrino qualche spiraglio di positività, il mese di maggio si è chiuso in maniera molto negativa per il dollaro statunitense, sulla scia di un forte diminuzione degli investimenti in asset contraddistinti dalla valuta nordamericana.

 

Il dollaro è così precipitato non solo nei confronti dell’euro, ma anche nei confronti di alcune delle altre principali valute sullo scenario internazionale valutario: il rublo, la sterlina, il dollaro neozelandese e quello australiano su tutte.

 

Per gli analisti, l’attuale trend del dollaro dovrebbe proseguire anche nel corso della prossima settimana, in attesa di saperne di più sull’evoluzione delle condizioni economiche e finanziarie americane.

 

Intanto si fa la conta dei “danni”: il dollaro ha perso oltre il 6% durante maggio 2009, per una performance mai così negativa dal dicembre 2008, quando cedette più del 9% verso la valuta unica europea. Contro lo yen, invece, la contrazione è stata superiore al 3%, e del 9% circa è invece stato il deprezzamento contro la sterlina inglese.

Yen nuovamente in fase debolezza

Non sembra esserci pace per lo yen giapponese. La valuta nipponica ha infatti toccato valori minimi da circa due settimane nei confronti del dollaro statunitense, dopo che un report ha evidenziato una improvvisa impennata delle richieste di asset in valute estere da parte degli investitori locali.

 

Inoltre, lo yen aveva potuto beneficiare del deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie internazionali, che per una breve parentesi avevano fatto tornare la moneta alle sue originarie condizioni di valuta rifugio: nuove analisi dimostrano però che la recessione internazionale sta lentamente svanendo, con conseguente nuova disaffezione nei confronti  della valuta giapponese. L’economia statunitense ha di fatto subito una contrazione pari al 5,5% durante il primo trimestre del 2009, dimostrando una performance meno pessimista di quanto inizialmente stimato dagli osservatori macroeconomici.

 

E così lo yen è precipitato nuovamente sui livelli piuttosto bassi, che nei confronti dell’euro non si vedevano da un mese di aprile che si credeva dimenticato in quanto a debolezze valutarie.

Rupia, maxi apprezzamento da record

La rupia, la valuta del subcontinente indiano, ha ottenuto un maxi apprezzamento all’inizio della scorsa settimana: un balzo in avanti da record, che dalle parti di Mumbai non si vedeva da oltre vent’anni, e che è stato generato soprattutto da un fattore esogeno quale la vittoria elettorale dello schieramento di Sonia Gandhi, e dalla probabilità che l’attuale Primo Ministro Manmohan Singh possa accelerare le riforme economiche in virtù di tale successo.

 

E così la valuta indiana ha potuto compiere una rapida risalita, giungendo ai massimi da cinque mesi.

 

Bisognerà ora vedere se tali aspettative verranno soddisfatte. I presupposti per un nuovo apprezzamento nel medio termine della rupia, d’altronde, ci sono: le riforme economiche promesse da Singh per la terza più grande economia asiatica potrebbero condurre numerosi investimenti esteri all’interno dei confini indiani, incrementando la domanda di rupia, e generando una nuova impennata delle quotazioni della valuta asiatica…

Brasile e Cina potrebbero abbandonare il dollaro

Grandi novità dovrebbero rivelarsi sul fronte valutario internazionale nel breve futuro. Secondo un giornale cinese, infatti, il Brasile e la Cina potrebbero presto sostituire il dollaro statunitense nei propri traffici commerciali bilaterali, utilizzando invece le rispettive valute al posto di quella americana.

 

La notizia sarebbe generata da una dichiarazione dello stesso Presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che avrebbe intenzione di proporre tale iniziativa al Presidente cinese Hu Jintao durante il corso di un viaggio che il politico brasiliano compirà in Asia durante maggio.

 

Se tale iniziativa dovesse poi tramutarsi in realtà, la mossa potrebbe dare grande valore alle due valute in oggetto. Secondo quanto riportato dal media Bloomberg, inoltre, il Presidente Silva avrebbe dichiarato di non aver bisogno dei dollari per condurre e regolare gli scambi con la Cina, definendo una “pazzia” il fatto che la valuta verde sia la moneta di riferimento per le negoziazioni in oggetto.

Franco svizzero, ancora troppa incertezza per gli investitori

Come dimostrato nel corso delle ultime settimane, continua a permanere il forte stato di incertezza che sta caratterizzando il franco svizzero.

 

I dati e le rilevazioni macroeconomiche del Paese europeo sembrano infatti consigliare un clima di massima cautela sugli investimenti valutari nei confronti del franco, con gli analisti che non sono ancora in procinto di ridare fiducia incondizionata alla moneta svizzera.

 

Durante il mese di aprile, l’indice dei prezzi al consumo nella nazione centro europea ha infatti fatto registrare un incremento dello 0,6%, mancando il consenso della maggior parte degli operatori. Il tasso di disoccupazione, invece, dovrebbe salire almeno al 3,4% - 3,5%, con un livello record negli ultimi tre anni.

 

In difficoltà anche gli indicatori di produttività della nazione, che sembrano suggerire un indebolimento delle prospettive di crescita per i prossimi mesi, e un rapporto valutario tra l’euro, il dollaro statunitense e il franco svizzero che pare a discapito proprio di quest ultimo.

Dollaro neozelandese, pericoli dalla disoccupazione

Il dollaro neozelandese, stando alle ultime analisi, potrebbe subire un prossimo deprezzamento a causa del previsto incremento del tasso di disoccupazione, che andrebbe a controbilanciare gli effetti prodotti dai tagli sul livello dei tassi di interesse di riferimento stabiliti dalla Banca Centrale.

 

La massima istituzione monetaria dell’area ha infatti recentemente ridotto il benchmark di 50 basis points, conducendo il riferimento utilizzato a una soglia minima storica, pari al 2,50%. Inoltre, stando a quanto si è potuto intuire dalle parole del Governatore della locale Banca Centrale, Allan Bollard, è probabile che tale livello possa permanere invariato per tutto il 2009, mentre non è affatto escluso che possa addirittura rimanere stabile anche per buona parte del 2010, o possa subire delle nuove riduzioni di lieve entità.

 

A preoccupare è però la situazione del mercato occupazionale, con un declino dei posti di lavoro che potrebbe portare il tasso di disoccupazione oltre il 5,5% entro breve tempo, per il livello più elevato negli ultimi sette anni.

Settimana di tagli nei tassi di interesse

La scorsa settimana è stato un periodo piuttosto intenso per le Banche Centrali di mezzo mondo, con dei tagli parzialmente attesi e altri che non hanno trovato conferma nelle aspettative dei principali osservatori internazionali: in ogni caso, le mosse delle istituzioni monetarie hanno influenzato fortemente l’andamento delle rispettive singole valute di competenza.

 

Tra i tagli preventivati vi era la riduzione operata dalla Banca Centrale indiana, che il 21 aprile ha deciso di contrarre dello 0,25% i tassi di riferimento per le operazioni di breve termine, mostrando una nuova flessione del costo del denaro nella speranza che ciò possa contribuire a rilanciare l’economia locale.

 

Ma i tagli hanno riguardato anche il vecchio Continente: tra le Banche Centrali più attive, sicuramente la Riksbank, che ha ridotto di mezzo punto il livello dei tassi in Svezia, cercando di recuperare lo stato di salute del Paese scandinavo.

 

Ma, alle porte, si attende soprattutto di conoscere le nuove misure da parte della Banca Centrale Europea…

Notizie forex 31 marzo

Ieri terza giornata consecutiva di rialzi per USD: da capire adesso se siamo di fronte ad un trend rialzista o meno. EUR/USD ancora in calo con raggiungimento della SMS100. Per quel che riguarda il cross GBP/USD possiamo notare come questo si sia riportato in prossimità dei valori precedenti alla decisione della FED.

Da seguire nella giornata odierna il dato sulla fiducia dei consumatori. Ieri in Europa ci sono stati notevoli cali dovuti alla diffusione sui dati della fiducia delle imprese e dei consumatori

Gbp ieri in calo sulla diffusione di una notizia relativa al piano di salvataggio di una notevole società del ramo edilizio.

Yen in netto calo a seguito di dati estremamente negativi.

 

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