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Archivio di giugno 2009

Dollaro, presunto indebolimento sulla vendita di riserve

Alla serie di analisi che vedono un dollaro in difficoltà nel corso delle prossime settimane, si è aggiunta recentemente anche l’osservazione compiuta dalla Bank of America.

 

L’istituto americano crede infatti che il dollaro subirà presto una fase di indebolimento a causa della vendita di importanti masse valutarie espresse in valuta statunitense da parte di alcune Banche Centrali europee, e non solo.

 

Bank of America crede cioè che si stia per attivare un comportamento inverso a quanto avvenne oramai tre mesi fa, quando diverse istituzioni monetarie decisero di acquistare asset in dollari per indebolire le valute di riferimento e rilanciare così le esportazioni in calo.

 

A quanto pare, però, le Banche Centrali starebbero per dare il via a una tendenza nettamente opposta, con la vendita sul mercato di grandi quantità di dollari, che potrebbero portare la valuta verde a un indebolimento improvviso a causa di un rilevante eccesso di offerta della moneta in oggetto…

Dollaro canadese in ripresa

La Banca Centrale canadese ha lasciato invariati i tassi di interesse per l’area, e il dollaro locale ha guadagnato di questa situazione rafforzandosi nei confronti della principale valuta di riferimento, la controparte statunitense.

 

La decisione della Banca Centrale è stata pertanto quella di confermare l’attuale livello dei benchmark (attualmente a un minimo storico), sostenendo questa scelta sulla considerazione che una turbolenza sul fronte valutario potrebbe generare dei pericolosi scossoni anche sul fronte finanziario e su quello economico.

 

Quindi, l’istituzione monetaria canadese ha preferito una linea di attesa, confermando i tassi allo 0,25% dopo averli tagliati dallo 0,50% nella seduta del 21 aprile, linea che, peraltro, era stata già anticipata dalle principali osservazioni degli analisti valutari.

 

Il Governatore della locale Banca Centrale, Mark Carney, ha inoltre aggiunto che tale livello rimarrà confermato almeno fino alla fine del mese di giugno del 2010, confermando le impressioni maturate nel corso delle ultime settimane.